Visualizzazione post con etichetta Unicredit. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Unicredit. Mostra tutti i post

lunedì 5 agosto 2013

Banche italiane: boom degli acquisti di titoli di Stato, +88,5% nell´ultimo anno e mezzo

Finanzaonline.com - 5.8.13/09:27

"Boom di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche italiane che nell´ultimo anno e mezzo. Gli istituti creditizi del nostro Paese hanno reagito alla crisi hanno reagito alla crisi stringendo i cordoni del credito e riversando l´abbondante liquidità a basso costo arrivata dalla Bce nell´investimento in Bot e Btp . Parallelamente aumentano le sofferenze bancarie che superano i 104 miliardi di euro"
........ già e lo spread scende mentre l'Italia con le sue banche rotolano sempre più rapidamente verso il fallimento; sono le magie dei mercati finanziari (quelli che Leman Broters è fallita ! Ma dai non ce lo aspettavamo ....) che non si interpretano, al massimo si seguono.

Per i piccoli risparmiatori è importante essere coscienti che le borse, soprattutto quelle scarsamente significative come Milano, sono mosse da fattori che con la realtà osservabile hanno poca relazione; E' giusto cavalcarle in momenti di "euforia guidata" come quello che stiamo vivendo, ma le operazioni vanno seguite con attenzione e ci si deve dare degli obbiettivi di guadagno e di massima perdita da rispettare in modo ferreo.

giovedì 18 luglio 2013

Tornano i soldi facili? Intanto Milano festeggia

Dall'accomodamento Fed all'ampliamento dei collaterali da parte della Bce: tornano i soldi facili ovunque. Intanto però, in Italia il rischio di crisi si aggrava con il governo Letta che s'impegna a risolvere Imu, Iva ed esodati per fine agosto. Troppo anche per i più ottimisti.
A spingere al rialzo sono principalmente, già da stamattina, le parole di Bernanke che ormai non perde occasione per confortare i mercati su quel tapering che tanto aveva spaventato e che adesso resta solo un brutto ricordo.
In Europa protagonista è ancora la Bce, l’unica che può garantire una minima stabilità del mercato del vecchio Continente sfruttando (se non abusando) della sua credibilità. La volontà ddi Draghi sarebbe quella di allentare i requisiti per quei collaterali usabili a garanzia (estremizzando il concetto) per le richieste di liquidità della Banca Centrale: nello specifico verranno accettati tra i titoli anche quelli a doppia A invece quelli a tripla A. I altre parole si abbassano i livelli per riuscire ad accedere al credito facile (per le banche) proprio mentre gli istituti alzano sempre di più i livelli d’entrata al credito per i comuni mortali.
Ad ogni modo, a Piazza Affari, si svela il “fenomeno” Fonsai che, liberata dal giogo malefico del sistema Ligresti, vola a 2,65% (dato delle 17,19) con tutto il comparto bancario in generale che approfitterà delle decisioni della Banca centrale europea.
Un rialzo, quello di Piazza Affari che stride in maniera ampia con il quadro politico sempre più fosco. Agosto di fuoco per l’esecutivo che dovrà organizzarsi entro settembre su Imu e Iva. Come se ciò non bastasse si avranno anche i problemi per quanto riguarda gli esodati e alla vista di questa serie di impegni estremamente difficili, le buone intenzioni del governo letta e cioè fornire regole chiare e risposte alla popolazione entro il 31 agosto sembrano sempre più delle parole dettate nemmeno più dal un cieco ottimismo, quanto da un forte senso utopico. Comunque sia Napolitano ammonisce: se il governo cadrà le conseguenze saranno irrecuperabili. E data la situazione dei conti italiani (Bankitalia ha previsto per il 2013 un calo dell‘1,9% del Pil e una disoccupazione al 13%) si sta giocando sulla lama di un coltello. Ma Piazza Affari non se ne accorge e chiude a 2,28%

venerdì 26 aprile 2013

Borsa Italiana del 26 aprile

L'indice principale della borsa Italiana galoppa da una settimana con un performance cumulata che supera il +6% ed una forza relativa notevole. Come accade da molti mesi il rialzo non è legato a dati economici o di profitto in miglioramento ma si lega ad attese politiche.

La spinta settimanale viene dalle speranze connesse alla rielezione di Napolitano come PdR e, sotteso, probabile accordo per un governo di larghe intese e dalla "sensazione" che la BCE nel prossimo meeting mensile annuncia manovre straordinarie di politica monetaria.

Considerando che sia un governo precario in Italia, non basato sul consenso sociale, che eventuale nuova liquidità della BCE  non sono in grado di migliorare rapidamente i dati dell'economia reale ben si comprende come il mercato sia mosso da attese speculative di un generico "miglioramento delle prospettive"; aria fritta buona per il trading orario dei sistemi automatizzati, non certo per investitori a caccia di valore.


lunedì 1 aprile 2013

Le grandi banche Italiane sono una buona scommessa ?

Posto che la variabile politica, sia in chiave Italiana che Europea, sarà la determinante della direzionalità dei mercati nelle prossime settimane, possiamo tentare di capire se le due princiapali banche Italiane possono essere guardate come un buon investimento per il futuro.
Secondo quanto argomentato nelle sale operative, Intesa Sanpaolo è visto come una quality stock nel settore bancario italiano. Diversi analisti ritengono infatti che il titolo ai prezzi attuali offra il miglior profilo di rischio/rendimento. A scommettere sul titolo sono gli analisti di Banca Akros che invitano ad accumulare in portafoglio Intesa Sanpaolo, pur mantenendo un atteggiamento improntato alla cautela nei confronti del settore bancario che risente ancora del debole contesto economico italiano.
A guardare con interesse ad Intesa Sanpaolo sono anche i colleghi di UBS che oggi hanno diffuso un report nel quale hanno individuato otto banche, sia europee che americane, che vantano una maggiore solidità rispetto alle altre. Tra queste troviamo anche Intesa Sanpaolo per il quale è stata confermata la raccomandazione “buy”, dal momento che il titolo viene scambiato solo 0,4 volte il valore di libro, mentre il Roe è stimato intorno al 4,5% quest’anno, quasi il doppio rispetto al 2,5% del 2012. Da segnalare anche che Intesa Sanpaolo ha un interessante dividend yield, di poco superiore al 4%.
Più cauti invece i giudizi su Unicredit a partire da quello di Kepler che proprio quest’oggi ha confermato la raccomandazione “hold” sul titolo, con un prezzo obiettivo a 4,1 euro.
A puntare sulle azioni dell’istituto di Piazza Cordusio sono i colleghi di Equita SIM che invitano all’acquisto con un prezzo obiettivo rivisto da 5,5 a 5,3 euro. Buone notizie anche da Deutsche Bank che dopo la diffusioe dei risultati 2012 di Unicredit, ha mantenuto invariato il rating “buy” sul titolo, con un fair value a 4,9 euro. La banca tedesca, in riferimento ai conti del quarto trimestre dello scorso anno, ha parlato di una debolezza maggiore del previsto per via di accantonamenti sulle perdite su credit superiore alle aspettative. Gli analisti, anche in ragione di ciò, hanno deciso di rivedere al ribasso le stime di Unicredit riferite all’anno in corso e al prossimo.